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June 30 FIASCHI E PANTOMIMEAdesso che la Spagna ha vinto gli europei posso sentirmi meno deluso dell'edizione 2008, un torneo che si conclude senza lasciare emozioni e momenti memorabili, stranamente sottotono e di livello scarso per la maggior parte dei confronti, compresi quelli più importanti. A peggiorare la prestigiosità dell'evento ci ha pensato come al solito la RAI, con le telecronache soporifere di Marco Civoli e i commenti (anche troppo) esaltati di Salvatore Bagni, immersi nella parte dei tifosi patetici anche nei momenti in cui la nostra nazionale era spacciata. Ma non è niente in confronto alla portata comica che ha assunto la trasmissione Notti Europee, con un Teo Teocoli ubriaco che sembrava stare lì soltanto a prendere per il culo il povero Tombolini, reo d'aver esposto con manie di genialità l'invenzione "epocale" del semaforo applicato alla moviola. Notti da manicomio. June 23 INVERNOSale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti un campanile che non sembra vero segna il confine fra la terra e il cielo. Ma tu che vai, ma tu rimani vedrai la neve se ne andrà domani rifioriranno le gioie passate col vento caldo di un'altra estate. Anche la luce sembra morire nell'ombra incerta di un divenire dove anche l'alba diventa sera e i volti sembrano teschi di cera. Ma tu che vai, ma tu rimani anche la neve morirà domani l'amore ancora ci passerà vicino nella stagione del biancospino. La terra stanca sotto la neve dorme il silenzio di un sonno greve l'inverno raccoglie la sua fatica di mille secoli, da un'alba antica. Ma tu che stai, perché rimani? Un altro inverno tornerà domani cadrà altra neve a consolare i campi cadrà altra neve sui camposanti. (Fabrizio De Andrè, da Tutti Morimmo A Stento) June 18 TUTTI DENTROE' sempre così. Ogni volta che in un europeo o mondiale l'Italia si presenta sicura della vittoria finale, prepariamo le valigie dopo appena 3 partite; quando sopraggiungono critiche e malumori vari (assolutamente legittime dopo la prima gara vergognosa con l'Olanda), ci risolleviamo in un niente dall'inferno provocato appena pochi giorni prima. E' successo ad USA '94 con Sacchi in panchina ed è miracolosamente successo ieri, dopo un'inaspettata vittoria contro la sgualcita Francia dell'odioso Domenech. Vittoria che abbiamo inseguito fin dai primi assalti compiuti da un Luca Toni che sembra far collezione di gol falliti. Noi che dubitavamo della lealtà sportiva della nazionale di Van Basten (abbiamo troppa fame e quindi pensiamo sempre ai biscotti), dobbiamo solo ringraziare la forma ritrovata e impeccabile dei giocatori reduci dal titolo mondiale. Pirlo ha trasformato con decisione il rigore più importante degli ultimi anni dopo quello segnato da Totti contro l'Australia, abbiamo continuato ad attaccare rischiando non troppo e siamo riusciti a fare manovra grazie al mestiere e all'inerzia del nostro gioco. Un altro campione del mondo come Daniele De Rossi si è preso la sua personale rivincita, mettendo la firma definitiva su un successo tanto importante quanto inseguito (erano 30 anni che non battevamo i galletti sul campo). Troppo facile ora elogiare Roberto Donadoni, di sicuro bravo nello schierare la miglior formazione della sua gestione, ma ancora incerto a mantenere il suo ruolo con sicurezza e vigore. Per ora godiamoci questo oro colato, che da domenica contro la Spagna bisognerà iniziare a tirar le somme sul serio. June 16 SORVEGLIATE LA 1246 giorni di tempo per ricadere nelle collisioni impreviste, ogni vigilia notturna che sembra piombare come solitudine negli occhi. Stavolta, alla guida del risveglio c'era la ragazza dell'amico misteriosamente scomparso, con in testa l'ascolto prolungato di Tutto domani degli Afterhours. Ieri, Giornata di Sciopero per le addette alle pulizie, non si è fatto attendere il solito diluvio di posate, bottiglie, bicchieri e piatti (senza risparmiare caraffe, cassette e cestelli) che ha alterato una tranquillità collettiva (quasi) senza sbavature. Eppure io, che pensavo alla resurrezione dei sentimenti dopo quel S. Antonio da festeggiare in sala vuota, non avevo scorto le novità peggiori. Dopo esserci lasciati sulla gente che non può campare più, sui portafogli da consegnare prima che partano colpi dalla giacchetta, sul soggetto barese in trasferta a Roma per fumo, sugli ideali di libertà rivendicati dai giovani frequentatori del bar paesano e dall'ultima gioventù nullafacente, si rischia di sprofondare su buchi neri in cui non riusciamo a percepire e distinguere più nulla. Ero già a pezzi quando era venuta l'ora delle attese, ma mi ha consolato l'intervento improvviso come apribottiglie di Bobby Solo. Chi la dura la vince, noi purtroppo non siamo dei privilegiati. Se poi la sera ci si mette anche Parachutes a consolarmi, allora vuol dire che non tutto può andare a puttane così... June 06 IL SUONO DEI FANTASMITrent Reznor ci riprova e colpisce un bersaglio anche troppo abbondante. Nemmeno 12 mesi separano il controverso capitolo concettuale di Year Zero da quest'ambiziosa opera doppia, chiamata Ghosts I-IV (suddivisa in 4 parti fatte di 9 tracce ciascuno). Per i Nine Inch Nails si tratta, presumibilmente, del primo tassello d'una nuova e più ampia ricerca artistica, cui bisogna attendere ulteriori sviluppi per confermare la svolta qui esibita. 36 brani senza titoli e completamente strumentali che scivolano via, uno dopo l'altro, come un flusso ipnotico dalle sembianze deformi e sfuggenti, calvario di suoni sfocati e stratificati che attingono sempre più ad atmosfere cinematiche come da evocativo marchio di fabbrica NIN. Risulta alquanto impossibile scegliere un momento significativo di queste miniature sonore tanto complesse quanto imponenti, dove pure l'ascolto distratto o spezzettato non aiuta certo a comprenderne la sua urgenza creativa. Quasi 2 ore attraversate da un accumulo circolare di battiti industriali, scosse sintetiche, acide deviazioni, estasi introspettive, bozzetti malsani, minimalismi ancestrali e stasi pianistiche, il tutto circondato dalla produzione al solito maniacale e sofisticata di Reznor, sostenuta dal fido Alan Moulder e Atticus Ross con intorno compari vecchi e nuovi (Adrian Belew, Alessandro Cortini, Brian Viglione). Un'evoluzione efficace e necessaria per i Nine Inch Nails, anche se non esente da spirito manierista e da una complessiva frammentarietà del quadro stilistico, spesso diseguale. Ma solo il tempo stabilirà quanto sia stato fondamentale l'apporto di Ghosts I-IV nella carriera dei NIN e non solo, poichè sembra destinato a divenire il My Life In The Bush Of Ghosts del terzo millennio. Questi 36 fantasmi musicati non solo presentano affinità a livello di titolo col capolavoro di Eno e Byrne, ma soprattutto nel suo tentativo di ridefinire l'Ambient moderna con un progetto non identificabile, sospeso fra avanguardia e tradizione. Artwork fantastico.
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