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    May 28

    GOMORRA

    Regolamenti di sangue in un centro estetico, un contabile che deve assicurare il silenzio alle famiglie "affiliate", due giovani criminali decisi a mettersi in proprio, un ragazzino attirato dalla faida e insicuro da che parte stare, il sarto che accetta ricche lezioni alla concorrenza cinese, lo smaltimento illegale dei rifiuti ad opera di un imprenditore del nord. Questa è l'Italia, questa è la dura realtà che ci appartiene. Tratto dall'omonimo best-seller di Roberto Saviano, Gomorra riesce a fissare in maniera definitiva lo stile algido e realistico di Matteo Garrone, affermatosi nel 2002 con l'ottimo L'Imbalsamatore e ora divenuto più di un giovane talento della cinematografia nostrana d'inizio millennio. Garrone contamina d'oscuri presagi (persistenti fino alla fine) e fredde esecuzioni mortali una vicenda quasi interamente parlata in dialetto napoletano, catturando squallidi scenari che fanno da contorno ad una questione nazionale così difficile da credere, vedere e spiegare. Attraverso 135 minuti divisi tra le "Vele" di Scampìa, palazzi abusivi, cave da riempire e campagne grevi, si snoda l'intreccio fra 5 storie slegate ma complementari, dove non c'è salvezza morale per nessuno nè tantomeno riscatto sociale di chi ha già accettato quel sistema camorrista che tutto travolge. Don Ciro, Totò, Pasquale, Franco, Marco e Ciro riescono a far provare un brivido di pietà nello spettatore pur essendo tutti personaggi negativi, che perdono di fronte alla propria coscienza e affidano ciò che hanno contribuito a scompigliare nelle mani del destino (per alcuni fatale). Gomorra è un esempio lucido e personale di cinema-verità, condotto su atmosfere documentariste e favorito da densi spazi bui che ne intrigano la visione. Fresco vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes, anche se avrebbe meritato un riconoscimento leggermente più alto.   
     
    Noi risolviamo problemi creati da altri
     
    locandina-gomorra 
    May 26

    MAGGIO 1999

    Nove anni. Tanti ne sono passati da quando mi presentai come nuovo servitore della domenica, convinto d'aspirare a quel ruolo subito dopo aver fatto la prima comunione. Era una giornata di mercoledì che si preannunciava brutta, con nuvole nere d'ogni tipo e un diluvio temporalesco che sarebbe difatti arrivato in pieno pomeriggio. Non ricordo come feci a trovare proprio quel mercoledì la responsabile dei ministranti, eppure vidi lei e una parte di quella "squadra" giocare a pallavolo sotto la pinetina di via Don Luigi Catelli, forse perchè già sapevo di trovarli alle famose prove. Rimasi seduto su una panchina, li guardavo ma non riuscivo a chiedere quest'entrata che per me significava molto, soprattutto se ero in compagnia dei migliori amici. Poi li seguii in chiesa e aspettavo una chiamata dalla navata di sinistra che arrivò molto presto. Rita mi fece un cenno con la mano e andai subito nel presbiterio per far capire quanto ci tenevo a quel ruolo. C'erano Pasquale, Luca, i fratelli Strollo e presto arrivarono anche Fabio con lo zaino della scuola (era al ritorno da una lezione d'inglese e non rimase affatto stupito della mia emblematica presenza...), Alessandro (ricordo bene quel suo nervosismo impaziente) e Giovanni. Tutto questo mentre fuori era la tempesta, protesa verso il famoso bis di circa due mesi dopo, al termine delle prove più indimenticabili cui abbiamo mai assistito. Un cammino che mi ha portato ad attraversare il periodo dalla quinta elementare all'attuale lavoro di cameriere precario, facendomi crescere non poco come ragazzino e post-adolescente. Perchè una certa forma di responsabilità, secondo me, bisogna assumersela anche vestendo quella cotta. Anche dopo anni di divertimenti, esperienze, litigi inutili, incomprensioni varie, soddisfazioni, chiacchierate memorabili e colazioni rituali, bisogna per forza riconoscere un certo impegno quando si suonano delle campanelle, quando si fa l'incenso, quando si serve all'altare, quando si impara la liturgia ai più piccoli che arrivano a iosa. Per il momento, l'avventura non è ancora giunta alla fine.        

    E' PUR SEMPRE UNA FESTA...

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    May 22

    POVERA PATRIA

    Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere
    di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
    si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
    e tutto gli appartiene.
    Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
    Questo paese è devastato dal dolore...
    ma non vi danno un po' di dispiacere
    quei corpi in terra senza più calore?
    Non cambierà, non cambierà
    no cambierà, forse cambierà.
    Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
    Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
    Me ne vergogno un poco, e mi fa male
    vedere un uomo come un animale.
    Non cambierà, non cambierà
    sì che cambierà, vedrai che cambierà.
    Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
    che possa contemplare il cielo e i fiori,
    che non si parli più di dittature
    se avremo ancora un po' da vivere...
    La primavera intanto tarda ad arrivare.
    (Franco Battiato)
    May 14

    IL TERZO SIGILLO

    Giunti al ritorno discografico forse più atteso dell'anno, i Portishead non potevano che proseguire la carriera con un lavoro sorprendente. Di quelli destinati a lasciare il segno per tanto tempo, senza nemmeno accorgerti dei loro 11 anni di rigoroso silenzio. L'identità Trip-Hop che ha reso grande questo trio si consolida e muta forma nell'ultimo Third, autentica prova matura d'un genere sospeso tra passato e futuro, lirismo melò e cupezza noir, memoria vintage e ritmo austero. Da certe tipologie così contrastanti eppure amalgamate alla perfezione, nasce una fonte sonora dal tumultuoso passo cinematico, dove si hanno vivide testimonianze nella voce passionale di Beth Gibbons, nelle trame evolutive del bandleader Geoff Barrow e nell'impeccabile tono fatalista delle chitarre di Adrian Utley. Con la sua varietà d'intuizioni Dark, Kraut e perfino Industrial, Third è l'opera dei Portishead meno legata al fedele marchio "P" che li ha contraddistinti ma, alla stessa maniera, rafforza uno stile tuttora unico nel panorama musicale contemporaneo e universalmente attribuito alla compagine di Bristol. Vengono poi privilegiate atmosfere torbide e spigolose, contrapposte solo a tratti da momenti morbidi o riflessivi, in cui spiccano i vocalizzi ora eterei ora sofferti della Gibbons. Un nastro proveniente forse dal Sudamerica, introduce l'angoscia claustrofobica di Silence (titolo quantomai adatto come apertura), che s'interrompe all'improvviso per lasciar spazio alla palude spettrale di Hunter, con quei graffianti tagli elettrici a liberarsi nel crudo refrain. La memorabile The rip, con le sue rarefatte aperture melodiche, è una delle vette assolute del loro intero repertorio, mentre l'incedere thrilling di We carry on illumina e rapisce in un vortice ad alta tensione. Il mesto frammento Blues di Deep water, riduce le emozioni fin qui esposte prima d'arrendersi alle mitragliate implacabili di Machine gun, gelido minimalismo scheletrico a cui s'abbandonano la voce indifesa di Beth Gibbons, i bassi intensissimi e gli interventi finali del synth, che spande futuristi scenari alla Blade Runner. L'avvolgente spiraglio crepuscolare di Small, si trasforma ben presto in un'acida progressione Psych-Rock tra Doors e Roxy Music, semi-preludio alle inquiete ombre conclusive di Threads. Quest'ultima mantiene saldi legami con il capolavoro Dummy (1994) e agisce da perfetta sintesi del Portishead-sound, fino a spegnersi sulla minacciosa coda affidata al rimbombo di una sirena "sintetica". In definitiva, il ritorno che tutti avrebbero sognato d'ascoltare da una delle band più innovative degli ultimi 15 anni.
     
    third 
    May 02

    50 CANZONI

    ·       AFGHAN WHIGS Let Me Lie To You

    ·       BIRTHDAY PARTY Figure Of Fun

    ·       BLACK CROWES Nonfiction

    ·       BLACK HEART PROCESSION It’s A Crime I Never Told You About The Diamonds In Your Eyes

    ·       TIM BUCKLEY Once I Was

    ·       KATE BUSH Feel It

    ·       BYRDS Draft Morning

    ·       CLASH Lost In The Supermarket

    ·       COCTEAU TWINS My Love Paramour

    ·       CREAM Tales Of Brave Ulysses

    ·       DEPECHE MODE Dressed In Black

    ·       BOB DYLAN 4th Time Around

    ·       DEAD CAN DANCE Advent

    ·       DEFTONES Be Quiet And Drive

    ·       DINOSAUR JR. In A Jar

    ·       EELS The Medication Is Wearing Off

    ·       GUN CLUB Bad Indian

    ·       PJ HARVEY Send His Love To Me

    ·       HUSKER DU Ice Cold Ice

    ·       JOHN LENNON Remember

    ·       MAD SEASON Alone

    ·       OASIS Slide Away

    ·       PIXIES Monkey Gone To Heaven

    ·       POLICE Invisible Sun

    ·       PUBLIC IMAGE LTD No Birds

    ·       LOU REED Women

    ·       RUSH Tears

    ·       SMASHING PUMPKINS Crush

    ·       SONIC YOUTH The Sprawl

    ·       BRUCE SPRINGSTEEN I’m On Fire

    ·       SMITHS This Charming Man

    ·       SIGUR ROS Olsen Olsen

    ·       STONE ROSES Waterfall

    ·       TALKING HEADS Found A Job

    ·       U2 Exit

    ·       TOM WAITS Kentucky Avenue

    ·       WIRE Ex-Lion Tamer

    ·       ELLIOTT SMITH Oh Well, Ok

    ·       BILL CALLAHAN Night

    ·       JENS LEKMAN It Was A Strange Time In My Life

    ·       RADIOHEAD Pyramid Song

    ·       LOW Point Of Disgust

    ·       WILCO Handshake Drugs

    ·       WHITE STRIPES We’re Going To Be Friends

    ·       MARS VOLTA Eriatarka

    ·       SHINS Kissing The Lipless

    ·       FIERY FURNACES Benton Harbor Blues Again

    ·       BAND OF HORSES The First Song

    ·       NATIONAL City Middle

    ·       LIARS Hold Hands And It Will Happen Anyway