Claudio's profileThe Diamond SeaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 31

    MEMORIA D'ADRIANO

    Adriano Aragozzini. Un nome, un mito. Di quelli che non si possono liquidare con un si, ma chi se lo ricorda più o a sminuirli come ferrovecchi funzionanti. Con quegli occhi sonnambuli e il suo borbottare da pupazzo, si è garantito un posto riservato nell'elìte revivalistico degli innominabili dello spettacolo, sempre pronto a criticare tutto e tutti con paralizzanti frasi a effetto. Marchiato da Chiambretti come Marketta d'onore nel suo programma notturno, scrittore occasionale, sostenitore di Piero Mazzocchetti, amante di Tina Turner per 2 anni e manager d'indubbia navigazione, Aragozzini è universalmente conosciuto come impresario del varietà ed ex direttore artistico di Sanremo; se ora andate sulla Aragozzini Home Page (sorvegliata da una foto sorridente del mito con papillon), troverete il suo curriculum professionale che lo ricorda come vincitore di innumerevoli premi internazionali manco fosse Michael Schumacher, e su Google ho scoperto anche una scioccante foto che lo ritrae divertito accanto all'arbitro Byron Moreno, quando venne in Italia dopo il casino dei mondiali nippo-coreani in un programma che ha avuto vita brevissima, Stupido Hotel. Quindi, onore a lui anche per questo. Per offrirvi un saggio della sua buffa euforia, vi consiglio di andare su questo indirizzo http://www.metello.com/Clip.aspx?key=5829ADEFD7DA9863, e ammirarlo a Markette con uno dei suoi piccoli, grandi interventi che una volta visti, credetemi, non si scordano più.
    La foto qui sotto dovrebbe raffigurarlo nel giorno dell'Adriano Aragozzini Day, avvenuto precisamente il 25 gennaio 1997, quando il sindaco di Miami lo premiò per "il contributo alla cultura popolare italiana nella città di Miami". Alla conquista dell'America. Ed è solo il primo riconoscimento che mi è venuto in mente.
    May 30

    IL CAIMANO

    Rivisto di recente, Il Caimano merita davvero una piccola analisi. L'idea del film, era quella di ricostruire la figura grottesca di Silvio Berlusconi (mai nominato fino ad ora su questo blog) e l'attuale situazione politica del Paese con sguardo feroce, ma Nanni Moretti riesce anche a raccontare con mano abile lo scenario degradato dell'Italia di oggi attraverso il disfacimento dei rapporti di coppia, lo smarrimento dei veri valori, la crisi esistenziale e cinematografica. Il personaggio e l'interpretazione di Silvio Orlando sono memorabili, come lo è un visionario Elio De Capitani che interpreta un Berlusconi immaginato e inquietante; il cast è quello delle grandi occasioni, dove spicca una bravissima Margherita Buy, una coraggiosa Jasmine Trinca, un Michele Placido perfettamente calato nella parte, il produttore Jerzy Stuhr, un Valerio Mastandrea "doppiogiochista", un Antonio Catania che rifiuta proposte, il vecchio Giuliano Montaldo, il critico Tatti Sanguineti, e perfino i camei di registi italiani come Paolo Virzì, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone. Naturalmente il finale è una delle cose più sorprendenti e spiazzanti, dove Moretti dà vita ad uno spietato monologo rivelatore destinato a fare epoca. Un grande film tagliente e realista, un futuro Cult da godere e ricordare, che regala ossigeno al cinema italiano proprio nel momento giusto e maggiormente decisivo (l'anno scorso uscì in vista delle elezioni).
     
    Caro Bruno, siete un popolo a metà tra orrore e folclore, siete proprio abituati alle vostre schifezze... 
    May 25

    INTERISMI-parte seconda

    E anche questa volta credevano di replicare la loro superiorità, di vendicare una partita di campionato che non contava nulla, affermando di non aver niente da perdere ma anche qualcosa in più da vincere. In questo campionato di calcio ancora non concluso, i telegiornalisti di Mediaset hanno fatto a gara nello sperticare lodi e onori ad una squadra che lo scudetto poteva perderlo solo da sola. Finale di Coppa Italia alle 6 di pomeriggio per problemi di ordine pubblico (esagerati...), la Roma per la terza volta affronta "la squadra delle squadre" con la convinzione di riportare finalmente a casa il trofeo preferito che manca in bacheca da 16 anni. Dopo il magnifico, inaspettato 6-2 dell'andata con 3 gol nel primo quarto d'ora e 2 reti al passivo praticamente regalate, i giallorossi hanno dimostrato di essere all'altezza dei neo-campioni con un gioco più spettacolare e meno individuale, la sensazione finalmente sperata di saper reagire a certe partitacce (Manchester insegna).
    Al ritorno a S. Siro invece, pur avendo 4 gol di vantaggio prima di farsi nuovamente soffiare la coppa dai nerazzurri, la Roma ha giocato nella tipica maniera di chi crede d'aver vinto tutto ma che in realtà non ha vinto niente (o poco); la solita svogliatezza, la solita leziosità, la solita sofferenza... e l'Inter segna 2 gol sperando veramente nel recupero. Quando invece ci pensa Perrotta a mettere la parola fine, con una rete che rende meno amara questa sconfitta... vittoriosa, e con Totti che rischia di pareggiare con uno spettacolare tiro da fuori che colpisce la traversa. La Roma alza la Coppa a Milano consegnata da nonno Matarrese, addirittura sulle note di "Grazie Roma" concesse dallo stadio in esclusiva. Non avrà vinto la Champions League o anche la Coppa Uefa, ma una cosa è certa: siamo stati sicuramente più forti dell'eccessiva foga dell'Inter (illusi), dell'arroganza di Roberto Mancini (espulso) e della scandalosa telecronaca RAI di Civoli e Collovati (vergogna). Nonostante la Roma, adesso abbia fatto un misero piacere a salvare dalla retrocessione Torino e Cagliari, Francesco Totti può finalmente festeggiare il suo primo titolo di capocannoniere. Mentre il Milan vince un'immeritata Coppa Campioni con tanti saluti ai marziani interisti.

    THE BEWLAY BROTHERS

    E così è la storia
    loro indossarono i vestiti
    Dissero le cose per farlo sembrare improbabile
    Una bugia enorme come loro speravano che fosse
    E i buoni Uomini del Domani stavano nel fango
    E le loro teste di Muscoli erano più belle rasate
    E come comperarono i loro posti con saccarina e fiducia
    Il mondo era addormentato al nostro trambusto nascosto
    Singhiozzando, il vortice nelle strade come la crosta del sole
    I Fratelli Bewlay
    Nelle nostre Ali che Sbattono
    Facendo splendere i denti di Ottone
    Stavano Alti nel buio
    Oh, ce n'eravamo andati
    Passando il tempo con il vostro Nanerottolo
    eravamo così eccitati dalla vostra mancanza di conclusioni

    Io ero Pietra e lui era Cera
    Così poteva gridare e nonostante ciò rilassarsi, incredibile
    E spaventammo i bambini
    Ed il nostro parlare era vecchio
    e la polvere sarebbe sgorgata dalle nostre vene e Guarda!
    era mezzanotte
    Dietro sulla porta della cucina
    Come la faccia arcigna
    sul pavimento della Cattedrale
    E il solido libro che abbiamo scritto non si può trovare oggi

    Era il tempo della Faccia Tosta per i Ragazzi della Luna
    I Fratelli Bewlay
    Con le nostre schiene sull'arco
    Dentro il-Diavolo-può-essere-qui
    Ma non può cantare questo
    Oh, ce n'eravamo andati
    Veri Bravi Mercanti
    Eravamo così Eccitati
    Avete pensato che fossimo degli Imbroglioni

    Ora il vestito è appeso, il biglietto impegnato
    L'Agente Max che ha provato il fatto si è sciolto
    E cucito sull'orlo del mio cuscino
    Ora mio Fratello giace sulle Rocce
    Potrebbe essere morto, potrebbe non esserlo,
    potrebbe essere Te
    E' Camelian, Attore, Corinzio e Caricatura
    "Costruendo-Castelli-in-Aria"
    I Fratelli Bewlay
    Nella debolezza e nel Male
    I Fratelli Bewlay
    Nei Tempi Benedetti e nel Freddo
    Nell'Appiglio-da-affamati dell' Oscurità
    Era dove avevamo spellato il nostro Pollo
    Oh, ce n'eravamo Andati
    Re dell'Oblio
    Eravamo così Eccitati nel Padiglione Distorsioni-Mentali

    Fatemi posto per cuocere la mia Torta
    Muoio di fame per il mio Sugo
    Lasciate le mie scarpe, e la porta aperta
    Potrei solo scappare
    Solo per la Giornata, Ehi!
    Per piacere venite Via, Ehi!

    (David Bowie, da Hunky Dory, 1971)

    May 16

    88 CANZONI

    • DAVID BOWIE “Heroes”
    • BRUCE SPRINGSTEEN Streets Of Fire
    • BOB DYLAN Girl From The North Country
    • TOM WAITS Blind Love
    • NEIL YOUNG Revolution Blues
    • LOU REED Walk On The Wild Side
    • NICK CAVE The Mercy Seat
    • PRINCE Purple Rain
    • PETER GABRIEL San Jacinto
    • STEVIE WONDER He’s Misstra Know It All
    • JIMI HENDRIX Crosstown Traffic
    • CAPTAIN BEEFHEART My Human Gets Me Blues
    • FRANK ZAPPA Willie The Pimp
    • BECK New Pollution
    • BOB MARLEY Waiting In Vain
    • BRIAN ENO By This River
    • NICK DRAKE Things Behind The Sun
    • LEONARD COHEN Stories Of The Street
    • TIM BUCKLEY Buzzin’ Fly
    • PINK FLOYD Echoes  
    • LED ZEPPELIN Stairway To Heaven
    • BEATLES Here Comes The Sun
    • BEACH BOYS Don’t Talk (Put Your Head On My Shoulder)
    • ROLLING STONES Gimme Shelter 
    • WHO Won’t Get Fooled Again
    • U2 Where The Streets Have No Name
    • R.E.M. Everybody Hurts
    • TALKING HEADS Once In A Lifetime
    • CURE At Night
    • SMASHING PUMPKINS 1979
    • PEARL JAM Present Tense
    • RADIOHEAD Let Down
    • DEPECHE MODE Never Let Me Down Again
    • JOY DIVISION 24 Hours
    • VELVET UNDERGROUND Venus In Furs
    • KING CRIMSON Moonchild
    • DOORS The End
    • STOOGES I Wanna Be Your Dog
    • SONIC YOUTH Teenage Riot
    • CLASH The Call Up
    • XTC King For A Day
    • NIRVANA Come As You Are
    • RED HOT CHILI PEPPERS Soul To Squeeze
    • PREFAB SPROUT Goodbye Lucille #1
    • ROXY MUSIC The Bogus Man
    • NINE INCH NAILS Eraser
    • JANE’S ADDICTION Classic Girl
    • SMITHS Handsome Devil
    • FAITH NO MORE Evidence
    • AFGHAN WHIGS Conjure Me
    • BEASTIE BOYS Sabotage
    • ALICE IN CHAINS No Excuses
    • BAUHAUS Bela Lugosi’s Dead
    • CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL Ramble Tamble
    • LOVE You Set The Scene
    • DEVO Mongoloid
    • ECHO & THE BUNNYMEN All My Colours
    • GANG OF FOUR Damaged Goods
    • KRAFTWERK The Model
    • MASSIVE ATTACK Protection 
    • MERCURY REV Goddess On A Highway
    • KILLING JOKE Change
    • COCTEAU TWINS Pandora
    • JESUS & MARY CHAIN Just Like Honey
    • MY BLOODY VALENTINE To Here Knows When
    • PIXIES Bone Machine
    • POLICE Walking On The Moon
    • RAMONES Beat On The Brat
    • SEX PISTOLS God Save The Queen
    • SLINT Nosferatu Man 
    • SLOWDIVE Brighter
    • BLACK SABBATH The Wizard
    • PRIMAL SCREAM Damaged
    • TELEVISION Guiding Light
    • FEELIES The Boy With The Perpetual Nervousness
    • PAVEMENT Here
    • SIMPLE MINDS Big Sleep
    • AIR All I Need
    • WHITE STRIPES The Hardest Button To Button
    • INTERPOL Untitled
    • ARCADE FIRE Rebellion (Lies)
    • SIOUXSIE & THE BANSHEES Overground
    • NICO Frozen Warnings  
    • BJORK Venus As A Boy
    • PATTI SMITH Redondo Beach
    • JONI MITCHELL Little Green
    • PJ HARVEY Man-Size
    • CAT POWER The Greatest
    May 09

    PRIMO MAGGIO, ULTIMO ARRIVATO

    Nel primo giorno del mese ho deciso di partecipare per la prima volta al concertone di piazza S. Giovanni a Roma, visto che il Maggio è egregiamente rispecchiato in quella festa rossa, in quelle bandiere provenienti da tutta Italia e dalla folla pacifica, capace di trattarti come un fratello finalmente arrivato al cospetto di una riunione di famiglia. Mi sveglio presto per nulla, poichè alle 6:56 ho perso il treno del mattino che mi doveva portare insieme alla compagnia d'amici cui ero d'accordo di partire, e penso iniziamo bene questo mese... tutto per colpa di uno stupido Birg non comprato il giorno precedente o non acquistato in "sedi" altrui. Poco male, l'altro treno partiva per le 9:33 insieme ad altre compagnie cepranesi conosciute, solo che adesso mi toccava affrontare il viaggio conversando con il mio Mp3. A Frosinone arriva una fila impressionante di pendolari tutti pronti ad arrivare a piazza S. Giovanni, e qui mi capita di incontrare dei conoscenti di Ceccano della scuola superiore uniti da slogan, look dark-punkeggiante e dalla volontà di farsi sicuramente ascoltare una volta arrivati a destinazione. Ma ecco che verso Ferentino, mentre Year Zero era sul punto di finire nelle mie cuffie, una bionda pazzesca mi chiede il permesso di sedersi vicino a me. Io subito acconsento, in quanto ero seduto da solo ed avevo bisogno di qualche attenzione che mi facesse distogliere la monotonìa del tragitto. Davvero una gran fica questa passeggera, tanto che non sapevo stare fermo sul mio posto, procurandomi un irreale brivido di felicità; anche lei doveva arrivare a Roma (per lavoro, studio o spettacolo? chissa...) ed ero quasi sul punto di accentuare una conversazione, anche perchè gli avrei dato massimo 25 anni e mi sembrava assolutamente disposta a parlare... se non fosse per quella benedetta fede che portava al dito, facendomi subito pensare ad un fidanzamento con un altro più fortunato. Maledetti fedi al dito, mi perseguitano sempre... Il momento dell'addio con questa bionda che non rivedrò più, avviene all'ingresso della stazione Termini, ore 11:30 circa e comunque sarà una delle cose migliori di questa giornata. Non mi rimaneva che fare un breve giro alla libreria Ricordi, peraltro senza trovare quello che cercavo; sfortuna delle sfortune, mi si sfilaccia la borsa alla stazione e sono costretto a portarla in mano per il resto della giornata (sgrunt!), mi tocca fare la fila per un semplice biglietto della metro (visto che giravano controlli nel sottopassaggio) e finalmente arrivo dove dovevo arrivare verso le 12:00. Piazza naturalmente stracolma con persone di tutti i tipi, provenienze variegate e desiderio comune, quello della libertà di massa ora finalmente fiera di esprimersi, senza l'ostacolo di pensieri e lavoro. In quei momenti mi sentivo un pò Sordi e un pò Verdone, apparentemente spaesato in mezzo ad una semi-Woodstock dove ho anche rischiato d'amputare un dito ad uno spettatore disteso sull'erba, assieme a tutti quegli individui presenti nelle prime e seconde file dalla notte prima o dal primo mattino. Ogni tanto passava una telecamera appesa che ci inquadrava dall'alto, mentre giravano ininterrottamente quei distributori di birra e acqua tra la folla schiacciata. Solo alle 13:00 incomincio a mangiare da solo, con tante presenze sconosciute che vogliono superare le transenne alla sinistra del palco, che verranno aperte due ore dopo giusto in tempo per l'anteprima in diretta su Rai3. Andrea Rivera, lo scomunicato dal Vaticano, arriva a destare subito buonumore presentando Piotta e i vincitori del concorso PrimoMaggio tutto l'anno, tra cui i Vegas, una mediocre band inglese esordiente di cui non ricordo il nome e un gruppo di Viterbo con a capo una cantante bona, di nome Valentina Lupi. Dove mi trovavo io c'èra vino e canne da passare tra la gente come l'acqua che ci inzuppava di tanto in tanto, con una specie di ottovolante che ci "spiava" dall'alto per manifestare il nostro rituale "io c'èro" del momento. La vera diretta delle 16:00 arriva subito, con Claudia Gerini che inizia a condurre tutta estasiata con indosso una maglia dei Rolling Stones, assieme al solito folletto con cappello di nome Paolo Rossi e al già citato Rivera. Le uniche parole spese nei giorni seguenti per questa manifestazione, sono quelle del monologo schitarrato di quest'ultimo, ed è veramente una misera figura di fronte ad un evento che se non fosse stato trasmesso in diretta nessuno ne avrebbe parlato, con la Chiesa che ci fa la solita figura dello Stato padrone di fronte a verità riconosciute, ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare in Tv. Dalla nostra postazione musicale i primi a sfilare sono i soliti Nomadi, inaspettatamente Rock per le mie orecchie, seguiti dagli Africa Unite che alla fine omaggiano i Clash, poi gli smielati Velvet (col cantante mai così convinto d'assomigliare a John Lennon), la Bandabardò e i Modena City Ramblers che fanno letteralmente ubriacare e ballare i presenti con i loro canti partigiani, un Enzo Avitabile multietnico, gli ottimi Casinò Royale ed Avion Travel, fino ad andarmene dopo le 19:00 assieme agli amici "ritrovati", prima che si materializzasse sul palco quella sagoma stregonesca di Loredana Bertè. Metropolitane chiuse per S. Giovanni e dintorni, quindi non resta che camminare il necessario per raggiungere una via più vicina a Termini. Stanchi ma fieri di questa esperienza, facciamo una sosta da McDonald's prima di prendere il treno delle 20:25 per Cassino, quindi Ceprano e poi Isoletta, dove scenderanno gli amici di S. Giovanni. Che dire, un'esperienza speciale per un "esordiente", perlopiù condotta da solo lungo territori di non facilissima orientazione. Si certo, mi sono perso il meglio del cartellone con Afterhours, Chuck Berry e Carmen Consoli in testa (dopo che PFM e Verdena hanno abdicato), ma d'altronde esistono sempre piaceri ripetibili. Prenotato per l'anno prossimo, sempre in 400.000, 500.000 o 700.000 a seconda di quanto sappiano contare gli organizzatori.