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April 30 THE ELEPHANT MANCon questo grande capolavoro, David Lynch si dimostra non solo un geniale narratore di storie ambigue e labirintiche, ma anche un regista aperto sui problemi dell'uomo e delle sue diversità. Girato in un lussuoso bianco e nero, questa struggente vicenda di John Merrick esibito come animale da baraccone dal "proprietario" ubriacone (gonfiato dalla sua stessa malignità), fa riflettere in modo penetrante il comportamento inaccettabile dei veri animali della natura umana che usano la sensibilità di Merrick per sbeffeggiarla inconsciamente. Ed è così che un coraggioso chirurgo interpretato da un grande Anthony Hopkins si prende cura di lui, proteggendolo da una realtà sordida e inumana. Naturalmente, non mancano temibili digressioni nel cuore della notte e momenti di strabiliante visionarietà nello stile di Lynch. Ci sono pochi film commoventi come questo.
Mai, oh mai, niente morirà mai... l'acqua scorre, il vento soffia, la nuvola fugge, il cuore batte, niente muore... SUNDAY MORNINGMi sveglio da un sogno stranamente lanciato a tutta velocità, assisto ad una messa stonata che non vedevo l'ora che finisse, vengo servito al Bar Paradiso senza la compagnia d'amici improvvisamente rapita dal sonno (o dal pensiero), passeggio per la Ripa osservando la mostra annuale dei quadri di paese: le solite figure e forme perfettine, le solite nature morte, sfoggio di nudi e Pop-Art in bella vista... solita invasione dei parenti sconosciuti nel pomeriggio, solito derby romano del cazzo, solita festa dell'Inter.
Non rimaneva che consolarmi in serata con Femme Fatale e la sua Rebecca, come un modo duplice per continuare ad ostentare sogni d'indescrivibile possibilità. April 27 ANNO ZERO PER I NINE INCH NAILSAdesso che tutti i critici si son messi d'accordo per stroncare all'unanimità un grande disco come With Teeth, uscito esattamente 2 anni fa e certamente superiore al fin troppo osannato Pretty Hate Machine, la creatura di Trent Reznor torna a far sentire la propria presenza maligna con Year Zero. No, non è la trasmissione di Santoro ma un concept dai presagi Orwelliani, dove una società immaginata nel 2020 con tutte le sue paranoie e paure, è sull'orlo dell'Apocalisse. Dopo esser stato anticipato da originali trovate pubblicitarie, l'album è musicalmente controverso e non si capisce bene se Reznor l'abbia pubblicato come tentativo di prendersi gioco della critica (complice una netta eterogeneità qualitativa dei brani e un ritorno ai suoni elettronici più urticanti), o di dimostrare capacità ispirative troppo ambiziose. Year Zero è anche il lavoro più misterioso della loro discografia, meno scontato di quanto potrebbe apparire con una trama concettuale da atmosfere cinematiche; il suo difetto è quello di voler essere provocatorio e discontinuo a tutti i costi, altrimenti i giudizi sarebbero stati ben più lusinghieri. Non per questo, l'album parte alla grande con 4 brani uno migliore dell'altro, dove spicca la breve e trascinante The Beginning of the End. In pezzi come Me,I'm not, Capital G e God given, Reznor pare che voglia sbeffeggiare ben bene l'Hip-Hop made in USA, e negli scenari foschi delle strumentali The greater good e Another version of the truth si conferma come sempre un maestro d'atmosfere malate. Si sarebbe potuto risparmiare sicuramente delle stonature volute come Vessel, le stesse Me,I'm not e God given e soprattutto il pastiche melodico (con tanto di finale alla Aphex Twin) di The great destroyer, che il risultato gli avrebbe giovato. Soprattutto perchè ci si trova davanti un disco di 63 minuti, dove si sarebbe potuto lavorare meglio nel rivedere pregi e difetti. Insomma, più forma che sostanza, in attesa di stabilire se crescerà con gli ascolti. April 24 25 APRILEDopo una giornata passata sotto il segno di Mio Fratello è figlio unico (film su false ideologie ed utopie perse negli anni, nella lotta alla sopravvivenza di due fratelli di Latina), premi AVIS sfumati, una pioggia guerrafondaia e ingombranti pensieri sulla prossima lezione di storia da ripetere, mi sembra doveroso ricordare il giorno della liberazione dal fascismo del nostro Paese, con un testo musicale di Giovanni Lindo Ferretti più adatto che mai:
"Alba la presero in duemila il dieci ottobre e la persero in duecento il due novembre dell'anno 1944" Anche la disperazione impone dei doveri E l'infelicità può essere preziosa Non si teme il proprio tempo E' un problema di spazio Non si teme il proprio tempo E' un problema di spazio Geniali dilettanti In selvaggia parata Ragioni personali Una questione privata Geniali dilettanti In selvaggia parata Ragioni personali Una questione privata La facoltà di non sentire La possibilità di non guardare Il buon senso la logica i fatti le opinioni Le raccomandazioni Occorre essere attenti per essere padroni Di se stessi occorre essere attenti Luogo della memoria pomeriggio di festa Giovane umanità antica fiera indigesta Cielo padano plumbeo denso incantato incredulo Un canto partigiano al Comandante Diavolo Non temere il proprio tempo E' un problema di spazio Non temere il proprio tempo E' un problema di spazio Geniali dilettanti In selvaggia parata Ragioni personali Una questione privata La facoltà di non sentire La possibilità di non guardare Il buon senso la logica i fatti le opinioni Le raccomandazioni Occorre essere attenti per essere padroni Di se stessi occorre essere attenti La mia piccola patria dietro la Linea Gotica Sa scegliersi la parte Occorre essere attenti per essere padroni Di se stessi occorre essere attenti Occorre essere attenti occorre essere attenti e scegliersi la parte dietro la Linea Gotica Comandante Diavolo Monaco Obbediente Giovane Staffetta Ribelle Combattente La mia piccola patria dietro la Linea Gotica Sa scegliersi la parte... Mai come ora... (CSI-Linea Gotica, 1996) April 23 IL VUOTO COLMABILE DI BATTIATOCon inaspettata precisione, il grande Franco ha annunciato un nuovo album all'inizio dell'anno dopo quel piccolo gioiello di Dieci Stratagemmi del 2004, infilando nei credits d'autore anche la partecipazione della Royal Philarmonic Orchestra di Londra e un'inedita voglia d'emanare concetti filo-esistenziali come segno dei nostri tempi contorti. E lo fa presentandosi con un singolo ingenuo e divertente allo stesso modo, chiamato appunto Il Vuoto, con un testo tutt'altro che leggero e/o canticchiabile. Battiato fa scorrere liscio ogni singolo pensiero meditativo della propria quotidianità, rendendolo un linguaggio di facile consumo per identità colte. Musicalmente l'album mostra un'ennesima variazione del suono-Battiato, con la consueta cura degli arrangiamenti (chiamatela pure elettronica raffinata), archi disposti a offrire aperture ariose nei brani più profondi, ospiti vocali e strumentali che entrano di riflesso e isolano per un attimo l'introspezione del nostro... Un disco di transizione che più personale non si può, dove manca perfino un monologo in punta di piedi del complice Sgalambro, anche se non gli si può imputare una totale assenza di "novità" come lo era anche per Ferro Battuto del 2001. Quindi posso tranquillamente godermi canzoni dalla scrittura impeccabile come I giorni della monotonìa, Aspettando l'estate, Tiepido aprile, la sinfonia danzereccia di The game is over e la conclusiva Stati di gioia, che dopo un prologo di sostenuto misticismo finisce proprio come Oceano di silenzio, con quei magici effetti che conducono alla calma più assoluta.
Qualcuno potrebbe anche dire che Il Vuoto non è lungo abbastanza (33 minuti), ma con Battiato non è una novità. April 20 INTERISMIMercoledì 18 aprile, ore 19:25. Erano tutti in coda ad aspettare che la Madonnina del Duomo milanese si tingesse di nerazzurro, che i ricambi di squadra si riscaldassero a partire dalla tribuna per segnare e sognare impercettibilmente, che i mezzi d'informazione (quotidiani, televisione, televideo) moltiplicassero all'inverosimile i loro servilismi razzisti, che l'intera rosa sfilasse in campo come un biscione domato nella trincea degli invincibili, che i tifosi toccassero la loro stoffa tentatrice non più urlata a tavolino...
Morale: Inter-Roma 1-3 (Perrotta, rigore regalato per Materazzi, Totti e Cassetti). L'altezzosità degli interisti mi ricorda quella degli abitanti della cittadina fittizia raccontata nel film Pleasantville, dove una squadra di basket abituata sempre a far canestro, si riscopre improvvisamente colpita nell'orgoglio dopo avere visto fallire un punto lanciato con rabbia, e per non essere "contagiati" lasciano comicamente sfilare quella palla malefica lungo il campo, rimanendo immobili. Basterebbe solo il titolo in prima pagina de Il Romanista a farmi per un attimo dimenticare i 7 gol del Manchester, come una vendetta non programmata: TIE', uno schiaffo a caratteri giganti contro verdetti scontati.
A: Allora che dice questa Inter, cosa farà visto che eravamo abituati a non vedere più sue sconfitte? B: eh, ma dai che è solo una festa rinviata, hanno fatto un campionato d'altissimo livello ed è solo una questione di matematica. Come dire: lo scudetto di tutti e di nessuno.
Nello stesso giorno ci vediamo sfumare gli europei del 2012 in casa, e sono quasi contento. Ce la siamo cercata noi, dopo tutto lo schifo che c'èra, che c'è e che ahinoi ci sarà in questo orribile mondo del calcio italiano. Evviva Polonia e Ucraina. April 11 SOGNI PROIBITI
... e magari avere la possibilità di andare a vedere gli Arcade Fire dal vivo a Ferrara l'11 luglio. LA VERGOGNA DELL'EUROPA CALCISTICANel giorno in cui ho scoperto chi ha ucciso Laura Palmer, precisamente ieri 10 aprile, erano in programma i quarti di ritorno della Champions, e la Roma ha avuto modo di entrare nella storia con una partita irripetibile giocata all'Old Trafford di Manchester, perdendo con il tennistico punteggio di 1-7. Ci hanno preso per il culo bene bene queste 11 pecore senza personalità, 11 campioni finti che nei grandi appuntamenti sembrano farsela sotto; all'andata hanno fatto vedere di saper battere il Manchester all'Olimpico, con un 2-1 che poteva essere sicuramente più largo, visti i 25 tiri in porta all'attivo e gli appena 2-3 al passivo (loro intanto, segnavano come niente fosse). Qui sono scesi in campo convinti di esser già qualificati alla finale, ingigantendo un ottimo Cristiano Ronaldo e facendosi letteralmente trafiggere da squadra materasso con contropiedi, tiri e gol dopo l'altro. Una partita che mi ha ricordato molto un 7-1 del torneo scolastico di terza media, stavolta però a favore della mia classe, e altrettanto segnata da episodi di cinica magniloquenza sportiva. Ma si rendono conto questi 11 signori (e ci metto anche Totti, che ha mal enfatizzato la vigilia e poi non incide in campo), che devono giocare sempre con cuore e onore, che ci sono tifosi malati che li seguono dappertutto (e poi li ripagano così), che sono pagati per vincere e dare sempre il massimo? O pensavano che ieri abbiamo visto solo un allenamento aperto al grande pubblico? di certo non li seguirò più se non si cambia musica, tanto l'anno è andato a farsi fottere in tutti i sensi. Massì, facciamoci superare dalla Lazio in campionato, lasciamo vincere la Coppa Italia all'Inter (che ha vinto poche partite quest'anno), facciamoci sbeffeggiare dagli juventini in serie B e dagli stronzi giornalisti del Nord, che è un bel sentire e vedere.
Un pò più a sinistra... dissi io; vai cercando la sinistra, qua semo tutti di destra, tu te lo credi pure! disse quello. E penso che proprio questa osservazione del cazzo ha portato sfortuna (ma gli resta bene). April 06 LETTERA DI PASQUAStanotte ho sognato di giocare una partita a calcetto, in una palestra che non mi sembrava per niente familiare. I giocatori erano composti da conoscenti e volti nuovi, e all'improvviso sono sul punto di tirare in porta un pallone che lascia completamente immobile il portiere, segnando così il gol del vantaggio. Alla fine finisce 2-1 per la mia squadra, ma la cosa più assurda è che erano presenti a quella gara 3/4 dei miei cari Talking Heads. A David Byrne erano clamorosamente scomparsi i capelli bianchi, e con fare sportivo teneva un accapatoio in mano ed emanava uno strano buon umore; Tina Weymouth era così bella che non ho potuto fare a meno di avvicinarmi ed esprimergli il mio stupore e la mia passione per il suo gruppo; Chris Frantz (il marito) era appostato ai margini del campo di gioco, con l'aria di uno che sapeva come divertirsi. Infatti l'ho visto solo di sfuggita mentre giocavo la partita, e ancora non capivo se stavamo solo simulando o se il pallone è così rotondo per me che non riuscivo mai a guardarlo. Al risveglio pensavo: che possano riformarsi un giorno... Come al solito i sogni più irreali per me sembrano sempre i più reali, almeno posso dire che quest'anno con le Teste Parlanti sto andando assai d'accordo; prima l'omaggio monografico sul Corriere del Rock, poi l'acquisto a gennaio del DVD introvabile di Stop Making Sense a Roma e infine, a inizio febbraio ho avuto l'incredibile opportunità di comprare il primo vinile della mia vita al mercatino di Ceprano. Disco: Remain in Light, costo: 3 euri (!!). Per quanto riguarda il mio ruolo di osservatore religioso, questi sono giorni abbastanza impegnativi, poichè ieri sera con un pò di viavai comici ci siamo un pò divertiti noi ministranti a ricordare la cena domini con meta finale ai sepolcri altrui, giusto per dare gli ultimi sguardi alla notte calante. Stasera mi aspetta una liturgia-fiume, con una processione finale che prevede tre soste lungo un pò per tutto il cuore di Ceprano. Domani, veglia pasquale fino a tardi con falò esterno per far riscaldare un nuovo anno pastorale che procede sempre uguale e senza novità. In ogni caso, cerco di godermi questi giorni di vacanza come meglio potrò e scrivendo (molto) per riacquistare sintonia con la mente. Come dice Lapo Elkann, good pesqua a tutti! April 02 AUTOSTRADE, MESSAGGERI E LIQUIDILa ricerca dei detriti di luce, 6 e 6 1/2 spiati come una spilla di latta che sa tanto di presa in giro, lo spauracchio di militari in fila, quell'alito così terrorizzante da vicino, la convinzione di andare a trovare una famiglia con l'ultimo ragazzo sulla porta gemella, una voce lontana che urla Forza Manchester!, un gatto morto felice, l'abbaglio barcollante di Aldo Moro, l'attesa di interventismi alla D'Annunzio, posti spostati con appositi apposti siti nella settentrionalità della stanza sconosciuta, memorie inattive come gomme da cancellare al fucco alabastro, i miei silenzi incompresi come stravolte torte al pesce, quando di vero c'è soltanto un Cristo arrivato a Gerusalemme con un mulo che potrebbe anche essere di NYC, prima di soffrire crocifissioni pianificate.
In attesa di aspettare rendiconti successivi. |
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