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December 31 IL MEGLIO DEL 2007: 30 CANZONI
December 27 IL MEGLIO DEL 2007: L'ANNUARIOGennaio. Il DVD di Stop Making Sense, acquistato nell'ultimo scorcio delle feste, è la prima soddisfazione del 2007. A fine mese diviene già disponibile in download Neon Bible degli Arcade Fire, l'ideale colonna sonora di quei giorni (e settimane) umorali.
Febbraio. Un leggendario LP del 1980 e l'uscita nelle sale italiane di INLAND EMPIRE, sono i ricordi migliori d'un mese poco carnevalesco.
Marzo. Terracina diventa la meta prescelta in vista dei 100 giorni prima degli esami di maturità. Un divertimento anomalo, proprio quando a scuola le cose sembrano andare nel modo peggiore. E intanto The Diamond Sea apre i battenti...
Aprile. Periodo di pasqua con incubo finale a Manchester, mentre l'Inter si prepara alla vittoria del campionato più difficile di sempre. E continuano ad affiorare sogni che svaniscono all'istante.
Maggio. La mia prima esperienza al concertone di piazza S. Giovanni, è da ricordare solo in parte. Dopo ben 16 anni la Roma vince una sofferta Coppa Italia contro il Resto del Mondo, nel momento in cui la popolarità di Adriano Aragozzini sale alle stelle.
Giugno. Anche nel mese meno scolastico, non c'è più tempo per le assenze (conclusesi a quota 23...). Gli spiriti guida scelti per l'esorcismo degli esami sono Bruno S., Quentin Tarantino, Whiskey For The Holy Ghost e Sylvester Stallone.
Luglio. Maturità finalmente superata e carriera da scolaretto chiusa ufficialmente il 07/07/07. Negli stessi giorni, tornano in pompa magna gli Smashing Pumpkins col non memorabile Zeitgeist, e i venduti Interpol deludono la troppa attesa con l'irritante Our Love To Admire. Due giornate al mare insieme agli amici del V°B sono quel che ci vogliono, tra folgorazioni pasoliniane e profonde esperienze da condividere coi National.
Agosto. Tutti in piazza ad assistere allo spettacolo esilarante di Nino Frassica, proprio quando nelle stesse ore la Roma conquista un'altra Coppa contro l'Inter. Dalla fine di ferragosto passo uno dei periodi peggiori dell'anno, reso ancor più insopportabile dal caldo divampante. Esce Liars, il disco dell'anno...
Settembre. Poco significativa la 64ma Mostra del Cinema di Venezia, dove si ricordano solo il Leone d'Oro alla carriera a Tim Burton e il Leone d'Argento a Brian De Palma. Nel primo anno senza scuola, non s'avvertono nostalgie nè rimpianti. I protagonisti del momento risultano Richard Benson, pioniere dell'Hard-Rock romano tuttora sottovalutato, e Beppe Grillo con il suo (quasi inutile) Vaffanculo-Day.
Ottobre. Dopo quattro anni di silenzio riesplode il mito Radiohead, complice la diffusione dell'ultimo album su internet e a prezzo libero. Un trionfo, già molto prima che uscisse nei negozi. La quotidianità scorre lunatica tra lezioni divertite di scuolaguida, un Palio delle Corti da dimenticare e un'anonima serata d'Halloween. A Roma dei mitomani futuristi insanguinano la Fontana di Trevi, anche se i maggiori sospetti cadono sulla Terza Madre argentiana.
Novembre. Il mese dei morti, in tutti i sensi. Dopo aver frequentato l'autoscuola per 10 settimane, vengo promosso all'esame teorico con un solo errore e devo ancora attendere quello pratico prima di conseguire la patente. Gli esami non finiscono mai...
Dicembre. La sospensione del programma di Daniele Luttazzi su La7 e il gravissimo sciopero dei camionisti, confermano che l'Italia è un Belpaese di merda. Nel decennio delle reunion non potevano mancare i Led Zeppelin, invocati a lungo e scesi nell'Arena 02 di Londra per farci sognare ancora. Alla Cantina Mediterraneo, arriva Giorgio Canali con il suo incazzato e travolgente Concerto di Natale, degno epilogo dell'anno. December 21 IL MEGLIO DEL 2007: GIUDIZIIl duemilasette sta volgendo alla fine ed è tempo di bilanci e classifiche. Cosa aggiungere nell'anno degli ultras, della falsa caduta del governo Prodi, della strage evitata all'Heineken Jammin' Festival, dell'Inter, del family day, di Corona, Rignano, Garlasco, Perugia e via peggiorando? Per il sottoscritto è stato un anno importante eppure così strano, rivelatorio, contorto, esaltato, insoddisfatto, enigmatico più degli altri ma anche stimolante da certi punti di vista. E comunque, un anno senza i ritorni discografici di vascorossi e Madonna (con tutto che non sono mai troppo sicuro della cosa), già possono bastare a farmi dormire sonni tranquilli. Ora largo ai premi e agli avvenimenti principali degli ultimi 12 mesi.
Personaggio dell'anno: Adriano Aragozzini
E chi sennò? ricordatevi che dopo Pippo Baudo, Giucas Casella, Innocenzo Mazzini e Maurizio Mosca, c'è solo lui nella categoria dei miti sminuiti. Se dubitate degli sfolgoranti risultati ottenuti dal più grande impresario italiano, rileggetevi quanto scritto da me (http://clockface88.spaces.live.com/blog/cns!3E649F5B8CF82FE2!408.entry?&_c02_vws=1) e fatevene una ragione.
Il punto debole: I concerti
Se per me il 2007 è stato discograficamente ricco come nessun altro anno (una quarantina di titoli ascoltati), lo stesso non si può dire dei live. A causa d'inattesi motivi, non ho avuto la soddisfazione di godermi Sonic Youth, Liars e Joanna Newsom, i nomi che più attendevo. E restando in tema di concerti romani, ho rinunciato forse troppo frettolosamente anche a Cat Power e agli White Stripes, per nulla colmati dalla misera edizione dell'ultimo Primo Maggio. Mi auguro che questa maledizione possa finire domenica sera...
Il programma televisivo: Distraction
La trasmissione di Teo Mammuccari ha fatto centro con il suo invidiabile trash allucinato, dove basta la trovata dei Ragazzi Itagliani per ridere da qui alla fine dell'anno. Poi, soltanto un pazzo poteva pensare una gara tra sosia improbabili come Baggio, Donadoni (!), Michael Jackson, Mr. Bean (!!), Chuck Norris e Marco Columbro (!!!), dedicandogli un'intera puntata. Per non dire dell'avvenente presenza delle Badanti e della splendida modella Nina Senicar. Eppure, dopo tutto questo, Distraction continua a non essere capito.
Il film: INLAND EMPIRE (David Lynch)
Il libro: Brucia Troia (Sandro Veronesi)
L'evento: NINO FRASSICA & THE PLAGGERS
live at Ceprano, 19-8-07
December 17 LA FEBBRE DELL'OROAmbientato nella fredda Alaska al tempo della corsa all'oro, The Gold Rush è un titolo particolarmente prezioso per la filmografia di Charlie Chaplin, nonchè una delle pellicole più significative del cinema muto.
Dopo le disavventure con Il Monello, questa volta Charlot il vagabondo parte alla ricerca di ricchezze nei territori innevati dello Yukon. Per non essere travolto dalla tormenta, Charlot si rifugia in una baracca abitata dal fuorilegge Black Larson, che tenta di allontanarlo invano. All'arrivo improvviso del temibile Giacomone, Black Larson è costretto a cercare cibo nei dintorni delle montagne perchè terribilmente affamati. In seguito, Charlot e Giacomone si lasciano per cercare maggiore fortuna altrove. Proprio in un locale della città Charlot si innamora di Georgia, affascinante soubrette alla ricerca dell'uomo giusto. Grazie ad un trucco, il vagabondo viene ospitato nella casa di un uomo che partirà a breve, e invita Georgia con le amiche per la cena di capodanno. E intanto Giacomone fa un'importante scoperta... Una commedia originale e ricca d'inventiva, che esibisce momenti di pura comicità accanto a scenari poco felici (la sfida col freddo, la fame, le sparatorie), il tutto ravvivato dalla maschera poetica del vagabondo. Tante le scene indimenticabili: Charlot sorpreso dagli sbalzi di vento, Charlot e Giacomone che devono accontentarsi di mangiare una scarpa e gustare i lacci come fossero spaghetti, la visione del pollo, la danza dei panini, la notte di capodanno con gli abitanti che intonano una commovente Auld Lang Syne, la casa in bilico sullo strapiombo, un inaspettato lieto fine... La Febbre Dell'Oro è un geniale campionario di gag entrate nella storia del cinema, da rivivere e ricordare come vorrebbe lo stesso Chaplin.
December 08 DIETRO LA MACCHINA DA PRESAGiovedì, in un normale pomeriggio romano, ho avuto l'irripetibile fortuna di visitare la mostra dedicata a Stanley Kubrick, il mio cineasta preferito. L'iniziativa si tiene al Palazzo delle Esposizioni (fino al 6 gennaio), ed è stata allestita grazie alla collaborazione della moglie Christiane e del produttore Jan Harlan, coadiuvati dal Deutsches Filmmuseum di Francoforte. L'ingresso della mostra è sul secondo piano, divisa in due sezioni e condotta attraverso le fasi artistiche del sommo regista. Un archivio sterminato di documenti d'epoca, appunti e sceneggiature, costumi, ricostruzioni scenografiche, modellini, fotografie famose e inedite, storyboard, estratti su ogni schermo dal documentario A Life In Pictures e molto altro ancora, in una mostra che emozionerà sia gli appassionati di cinema che ovviamente di Kubrick. Si parte con Lolita (1962), rappresentata dall'icona fanciullesca di Sue Lyon e dalle foto d'ingrandimento che la ritraggono nei provini, i numerosi scatti sul set, le corrispondenze con la chiesa anglicana che voleva indurre il regista ad abbandonare il film (a causa degli espliciti riferimenti sessuali) e perfino una lettera scritta da Sue Lyon negli anni '70, dove ringrazia Kubrick per il ruolo affidatole. Segue Spartacus (1960), dove mi rimane impresso soprattutto il costume utilizzato da Laurence Olivier per interpretare Crasso e il pensiero di Kubrick sul kolossal, considerato l'unico film in cui non ha potuto avere controllo totale. Si prosegue a ruota con Orizzonti Di Gloria (1957), dove è presente il programma del set con i turni riservati agli attori, un angolo dedicato ai quadri della moglie Christiane, Rapina A Mano Armata (1956), Il Bacio Dell'Assassino (1955), i costi di produzione della casa cinematografica che fallì ai suoi esordi, fino ai primi cortometraggi e ai reportage realizzati per la rivista Look. Da ricordare poi, che sono presenti anche i progetti abbandonati dal regista nei quali vi lavorò a lungo: Napoleon alla fine dei '60, Aryan Papers all'inizio dei '90 e A.I. (Artificial Intelligence) a metà anni '90, cui in seguito s'occupò Spielberg. Una categoria a parte è riservata alle attrezzature usate da Kubrick, cineprese che hanno filmato fior di capolavori, dolly, obiettivi, lenti speciali e la moviola per il montaggio. Seconda sezione della mostra dedicata ai lungometraggi più importanti ed epocali, dove non poteva che essere aperta dall'opera d'arte per eccellenza, 2001: Odissea Nello Spazio (1968). Nell'ordine vi dico ciò che ho visto in questa straordinaria parte della mostra: l'originale Monolite nero appeso dall'alto, una porta presa dalla navicella diretta su Clavius, il modellino della centrifuga sulla Discovery, una riproduzione del feto per le scene finali, il costume spaziale di uno degli scienziati e quello da scimmione utilizzato da Daniel Richter nel prologo del film, il casco dell'astronauta Bowman, i provini per i costumi delle hostess e dei comandanti, il computer Hal 9000, storyboard e istantanee sul set, l'unico oscar vinto da Kubrick nel '69 (per gli effetti speciali insieme a Douglas Trumbull) e i biglietti della prima a Los Angeles. Si passa così ad Eyes Wide Shut (1999), con le maschere veneziane presenti nell'orgia misteriosa, il mantello e la maschera indossati da Tom Cruise, l'articolo di giornale sulla morte per overdose della beauty queen, addirittura il fazzoletto con la parola d'ordine Fidelio e la lettera d'avvertimento consegnata a Mr. Cruise. Per non parlare delle innumerevoli foto dal dietro le quinte. In Full Metal Jacket (1987), spiccano il casco born to kill del soldato Joker e il suo fucile, le bandierine dell'addestramento militare e il modellino d'un elicottero mai ripreso nel film. La riproduzione del labirinto innevato ci porta verso Shining (1980) e l'ascia utilizzata da Jack Nicholson, il coltello di Shelley Duvall, i vestiti delle gemelline e una copia della macchina da scrivere, dove in italiano verrà redatta all'infinito la celebre frase il mattino ha l'oro in bocca. Quinto passaggio per Barry Lyndon (1975), con il costume di Ryan O'Neil, due abbigliamenti dell'esercito prussiano ed anglosassone e vari manoscritti del '700. In Arancia Meccanica (1971), viene riprodotto un pezzo della scenografia del Korova Milk Bar accanto al costume da Drugo di Malcolm McDowell, ai disegni sul set e alle illustrazioni Pop di svariate scene del film. Chiude Il Dottor Stranamore (1964) con il kit di sopravvivenza dei bombardieri americani, la riproduzione della War Room e la bomba atomica con su scritto Hi there! Avrò certamente tralasciato altre cose viste in questa retrospettiva, ma credo d'aver già scritto troppo. La sensazione, una volta usciti dalla mostra, è quella d'aver assistito ad un evento unico. Anche perchè trovarsi davanti alle cose appartenute a Kubrick e ai suoi film, è roba che capita una volta nella vita. December 04 YOU SET THE SCENECredevo di trovarmi in una frequentata via di Ceprano, fino a quando vedo quel fighetto per teenager sfigati di Nicolas Vaporidis. Mi chiedo perchè dovevo incontrare proprio lui, anche se mi ispirava una leggera simpatia. Scambio due parole con Vaporidis per capire fino a che punto si rende conto delle sue reali doti d'attore. E voglio pure domandargli se è contento d'aver partecipato a questi filmettini adolescenziali, con il pensiero alla Notte Prima Degli Esami. Ma c'è qualcosa che mi impedisce di farlo perchè attorno a me sta succedendo qualcosa d'importante, si sta girando un film. Vedo una troupe e tecnici indaffarati che stanno preparando una sequenza nel bel mezzo di una strada importante. E poi mi accorgo, sorpreso, che vicino a me c'è Mia Farrow. Sta assistendo ad un'altra giornata di riprese e ne approfitto per esprimere la mia ammirazione verso di lei. La saluto, le dico che amo la sua carriera da attrice solo per quel meraviglioso ruolo che Polanski le affidò in Rosemary's Baby. Lei pare sorpresa e spaventata, ma me l'abbraccio come fosse la zia che avrei voluto sempre avere. Arriva la macchina dei Ghostbusters. La Farrow si gira verso di me e ride divertita. Rido anch'io. Ho capito che mi trovo sul set di Be Kind Rewind, il nuovo film di Michel Gondry. |
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