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    November 29

    IRATA

    L'incombere umorale degli affetti del sangue
    l'incombere umorale delle idee delle istanze
    l'insolente promessa sciocca vacua solenne di bastare a sé

    non tornerò mai dov'ero già
    non tornerò mai a prima mai

    l'incombere umorale delle idee delle istanze
    l'incombere umorale degli affetti del sangue
    potessi dirti quello che nemmeno posso scriverti
    esiterei nel farlo
    oggi è domenica domani si muore
    oggi mi vesto di seta e candore
    oggi è domenica domani si muore
    oggi mi vesto di rosso e d'amore

    ...ad onta di ogni strenua decisione o voto contrario mi trovo imbarazzato sorpreso ferito per un'irata sensazione di peggioramento di cui non so parlare né so fare domande...
     
    (CSI, da Linea Gotica)
    November 23

    TUNNEL

    Un traffico maestoso, inesauribile. Un'avanzata che preferisce restar ferma per contemplare silenzio e immobilità collettive. Gli sguardi adiacenti della gente in attesa, che sembrano arrestare il tempo come istantanee sfuggenti. Il fumo improvviso che fuoriesce dall'interno della vettura e la portiera rimasta bloccata. Le unghiate stridule sui finestrini e l'indifferenza di tutte quelle facce assenti. L'agognata liberazione e il volo di fuga. L'immensità del cielo finchè la corda non indirizzi un senso sulla spiaggia. Avvocato, l'ho preso... Lui pare non voler cedere ai richiami del nobile a cavallo e d'un giovane uomo che lo tiene in alto. Poi giù definitivamente, cascando sul mare.  
     
     
    November 17

    FERRO SCONSOLATO

    La giovane songwriter inglese Nancy Elizabeth, ancora misconosciuta ai più, è appena giunta al secondo capitolo della sua discografia con Wrought Iron. A due anni dal promettente e suggestivo esordio Battle And Victory, caratterizzato da moderne intuizioni Folk, le aspettative per un graduale perfezionamento stilistico non erano poche. Eppure bisogna dire che, una volta concluso il disco, l'impressione generale è quella di un inaspettato passo indietro. In Wrought Iron prevalgono atmosfere invernali, raccolte e sofferte, ma a latitare sono i momenti davvero memorabili. Incerta se seguire le orme di Tori Amos o della PJ Harvey di White Chalk, la Elizabeth finisce col difettare di personalità declinando le influenze con spirito più accademico e meno emozionale. E così Wrought Iron si presenta come il classico album che vorrebbe essere ma non è, senza dubbio curato e interessante negli arrangiamenti, ma che poco invoglia a ripetuti ascolti. L'incipit strumentale di Cairns, rievoca in qualche modo i grigiori ancestrali dei Cure di Seventeen Seconds, mentre la sola Bring on the hurricane può considerarsi un anello di congiunzione col precedente lavoro. Il singolo Feet of courage e The act sono forse le uniche ad esimersi dal mood complessivo della tracklist e dall'ingombranza del pianoforte, novità (ahimè) non eccelsa di questo nuovo corso. Anche se Lay low è una canzone essenzialmente riuscita, la natura degli 11 brani rimane sempre quella; e cioè di un'opera che si compiace dei suoi minimalismi ostinati e della sua intima tristezza, risultando ben presto monotono e troppo freddo. A salvarla, come detto, provvedono gli arrangiamenti profondi e mai banali, insieme ai suddetti pezzi degni di nota. Non un brutto album, ma certamente un'occasione mancata.
     
      
    November 12

    STATO DI NECESSITA'

    L'altro giorno, una signora mi ha fermato chiedendomi se la pioggia degli ultimi tempi sarebbe continuata a cadere nelle prossime ore. Io naturalmente speravo di no, anche perchè con questo periodo d'influenza ci manca giusto il clima piovoso/ventoso/temporalesco a dare la botta definitiva. E lei dopo ha aggiunto pressappoco: "poi come fareste voi giovani, che non potete più uscire per colpa di quest'aria?". Era come se mi avesse letto nel pensiero. Infatti, quest'ultima domenica sentivo il bisogno di farmi quattro passi per sperare nell'incontro più necessario che ora potessi desiderare ma, puntualmente, una pessima pioggia autunnale ha rovinato tutto e così, nel tardo pomeriggio, sono dovuto rimanere dentro casa a consolarmi con i Flaming Lips e Neko Case. Forse è meglio non spazientirsi troppo, che il bello verrà da sè. A patto di non trovarmi alle 23:16 d'un qualsiasi sabato sera in Piazza Martiri di via Fani, onde evitare che mi squilli il telefonino e dover quindi rispondere: "perchè me lo chiedi?". Guai a me se lo dico! Già mi sento pronto nel farmi ribattere: "tu non me la devi toccare mia figlia, altrimenti vedrai cosa ti succederà!". Dopotutto sono sempre in tempo a beccarmi la febbre...