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November 29 I MIEI 100 DISCHI PREFERITI-secondo anno· APHEX TWIN I Care Because You Do · BAND The Band · BAUHAUS In The Flat Field · BEASTIE BOYS Ill Communication · BEATLES White Album · BECK Mellow Gold · BJORK Debut · BLACK SABBATH Paranoid · BREEDERS Last Splash · TIM BUCKLEY Happy Sad · KATE BUSH Hounds Of Love · BYRDS The Notorious Byrd Brothers · DAVID BYRNE David Byrne · CAN Tago Mago · CAT POWER Moon Pix · NICK CAVE & THE BAD SEEDS Kicking Against The Pricks · CLASH The Clash · COCTEAU TWINS Head Over Heels · LEONARD COHEN Songs Of Love & Hate · ELVIS COSTELLO My Aim Is True · CREAM Disraeli Gears · CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL Cosmo’s Factory · CURE Disintegration · DEEP PURPLE Made In Japan · DEPECHE MODE Black Celebration · NICK DRAKE Bryter Layter · BOB DYLAN Blood On The Tracks · BRIAN ENO Before And After Science · EELS Daisies Of The Galaxy · PETER GABRIEL Peter Gabriel III · GANG OF FOUR Entertainment! · GUN CLUB Miami · PJ HARVEY Dry · JIMI HENDRIX Are You Experienced? · HUSKER DU Warehouse: Songs And Stories · JANE’S ADDICTION Ritual De Lo Habitual · JEFFERSON AIRPLANE Volunteers · JESUS & MARY CHAIN Psychocandy · JESUS LIZARD Goat · JANIS JOPLIN Pearl · JOY DIVISION Unknown Pleasures · KING CRIMSON Larks’ Tongues In Aspic · KRAFTWERK Autobahn · MARK LANEGAN Field Songs · LED ZEPPELIN Led Zeppelin IV · JOHN LENNON Plastic Ono Band · LIARS Liars · BOB MARLEY Natty Dread · MAZZY STAR So Tonight That I Might See · MERCURY REV Yerself Is Steam · MOGWAI Come On Die Young · NATIONAL Boxer · NEU! 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Aiutato da tre colleghi esperti, l'intercettatore Harry Caul s'aggira in mezzo alla folla per osservare da vicino la coppia registrata su nastro; un incarico all'apparenza formale, voluto dal ricco uomo d'affari che sospetta di una moglie infedele (o forse complice) e ha bisogno delle informazioni necessarie. Grazie ai potenti marchingegni creati da lui stesso, Harry affronta il suo lavoro con lo stesso distacco di sempre ma non riesce a stabilire una vita privata come vorrebbe, seppur rifiuti l'amore della dolce Amy perchè incapace di dare risposte pronte e sincere. E' in questo momento che Harry ripiega in una solitudine contemplativa nella quale finirà per esser prigioniero, soprattutto da quando scopre qualcosa di "non detto" e misterioso nelle parole della coppia intercettata, convincendosi d'un sicuro pericolo da decifrare. Essendo perseguitato dai sensi di colpa (anni prima, una famiglia venne sterminata a causa del suo operato), Harry si affida alla propria fede religiosa e indaga personalmente affinchè possa prevenire eventuali tragedie. Neppure quando gli scatenati colleghi lo festeggiano in laboratorio si distrae dai dubbi per quei nastri ossessivi, cui tuttavia verrà confortato dalle seduzioni notturne di una donna fugace. Indeciso se consegnare la registrazione come richiesto dal suo cliente, Harry vuole capirci di più da quei discorsi che ascolta e riascolta ma, di colpo, i nastri gli vengono rubati. A quel punto, ricorrerà ad un'idea forse risolutiva: raggiungere l'albergo dove sa che i due si incontreranno, e aspettare. Ma benchè gli sia stato detto di non immischiarsi in quella storia, Harry ancora non pensa che rimarrà all'ascolto di qualcuno... Ma cosa è davvero successo nella stanza 773 del Jack Tar Hotel, ore 15? il sangue che sgorga dal water è reale o soltanto un sogno di Harry, da tempo immerso nelle oscurità dell'anima? la rivelazione conclusiva è frutto della paranoia di Caul o no? Queste e molte altre domande si pongono al centro dei temi che accompagnano La Conversazione, capolavoro del 1974 firmato Francis Ford Coppola, rivolto al buio e incerto clima americano dell'epoca, europeo nello stile e talmente moderno nella rappresentazione che sembra uscito adesso. Sublime il contributo di Gene Hackman, qui alla sua interpretazione più intensa e sofferta, assecondato da grandi comprimari come John Cazale, caratterista-simbolo della New Hollywood, l'enigmatico Frederic Forrest e un giovane ma notevole Harrison Ford nei panni dell'ambiguo segretario. Di fronte a un'opera del genere non è facile trarre dei giudizi, ma vorrei sottolineare quello che più mi ha impressionato dopo la prima volta: una delle scene-chiave del film è tra le cose più inquietanti che un regista abbia mai concepito, e non per quello che si vede (infatti non si vede nulla), ma per come utilizza gli effetti della paura nel contesto narrativo. Un vero e proprio incubo psicologico, capitato in maniera totalmente improvvisa. Il bello è che, appena vista, quella sequenza mi aveva giusto sorpreso, solo dopo la fine del film cominciavo a pensare e ripensare ai pochi secondi della scena, tanto da non dormirci un'intera notte per quanto ero terrorizzato! Lo sguardo d'autore di Coppola, rivelandosi al cospetto della sua mirabile maestria tecnica (da antologia i titoli di testa, con la cinepresa che dall'alto stringe pian piano sui personaggi nel parco), interagisce profondamente con una vicenda che assumerà i connotati dell'horror esistenziale. Da ricordare lo straordinario lavoro di "manipolazione" del sound designer Walter Murch e le memorabili musiche al pianoforte di David Shire. Uno dei più grandi film della storia del cinema.
Lui ci ucciderebbe, se potesse
November 14 VINCERE LA SICUREZZA E DIVENTARE TIMIDIEccola. L'ora delle tentazioni. E' arrivata senza volerlo ma intanto c'è. Molti personaggi, invece d'occupare i mezzi di comunicazione riguardo all'Alitalia, le banche, l'università, gli abbronzati, la satira (esiste ancora?) e tutto il resto, farebbero assai meglio a rinchiudersi su loro stessi, magari pensando all'ultima conquista messaggiata o alle cene post-autunnali per rispondere al freddo tuonante, basta che si tolgano un pò dalle palle. Sarebbe davvero l'ora (non delle tentazioni). Quasi ogni notte devo fare i conti con gli inspiegabili sogni che non riesco mai a collegare, leggo anticipazioni dall'autobiografia del delinquente mancato e penso alle facce dei diretti interessati appena hanno saputo, infine mi imbarazzo davanti all'idiozia esibita della bionda professoressa. Il bene e il male, lontani ma vicini. Perchè non gettare quella maschera d'ostentata sicumera prima di riempirsi con idee autocelebrative? Moriremo berlusconiani, compreso io. Infatti mi sto già preparando ad entrare nel SUV dei vincitori. EH?Locandina settimanale dell'ultimo numero di FilmTv: Amici Ahrarara con i Fichi d'India. Ormai prepariamoci a collezionare anche i cinepanettoni... November 10 TRASMISSIONE POPOLAREPiù o meno due mesi fa mi è capitato d’ascoltare in anteprima alcuni pezzi di Dear Science, ultimo lavoro dei TV On The Radio, attesi al varco dopo un ottimo esordio datato 2004 (quel Desperate Youth, Blood Thirsty Babes che includeva uno dei brani-simbolo di questo decennio, ovvero Staring at the sun) e il quasi capolavoro del 2006, Return To Cookie Mountain, che affinava lo stile dei cinque con risultati sempre più originali e spigolosi. Ma dopo aver "sbirciato" l'ascolto delle fresche Golden age, Dancing choose, Red dress e DLZ, ho avvertito seriamente il rischio della delusione anticipata e del classico terzo album sbagliato, vista una volontà così improvvisa di cambiamento rispetto agli umori passati, mentre intorno s'agitavano giudizi entusiasti d'ogni tipo (forse mancava solo l'appellativo de "il migliore" su Tv, Sorrisi & Canzoni). Infatti avevo tempo per ricredermi e valutare bene l'insieme... Il fascinoso ibrido Dark-Soul-Wave lascia posto alle seducenti raffinatezze Black-Pop, con l'ipercreativo David Sitek deciso a mutar forme in virtù d'un approccio melodico soltanto all'apparenza facile. Anche se rivolto verso una massa più elevata e compiacente di pubblico, Dear Science dimostra quanto siano abili Sitek e soci nel diffondere personalità e giuste vibrazioni grazie alle inaspettate pieghe danzerecce del nuovo (occasionale?) sound. C'è poco da restar delusi quando una band in vena di conferme riesce a maneggiare, senza sminuire l'ambizione nè tantomeno sputtanarsi, un genere che sembrava non rientrare nelle loro corde ma dove qui risulta ben congegnato e rifinito. Ecco perchè, dopo ripetuti ascolti, Dear Science mantiene intatte le ispirazioni attraverso l'aiuto degli sfavillanti arrangiamenti, della voce al solito calda e fascinosa di Tunde Adebimpe, e dell'omogeneità complessiva degli 11 brani: il Funky futurista di Golden age; l'Hip-Hop deragliato di Dancing choose; le scatenate ritmiche di Red dress, dal ritornello irresistibile; la coinvolgente carica oscura di DLZ, che pare risuonare in un locale notturno con Flat Eric alla batteria; e ancora la cavalcata electro-rock di Halfway home, le sfrontate sensualità nere di Crying, i romantici orizzonti della splendida Love dog (con una chiusura cinematografica da brividi), le fughe elettriche poste in coda all'accattivante Shout me out, la parata per amanti felici di Lover's day. Sebbene prevista in altro modo, si può parlare di svolta dei newyorkesi a partire da questo disco? forse, ma ciò dipenderà dai futuri progetti. Comunque viva i TV On The Radio. |
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