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    October 27

    NON E' UN PAESE PER VECCHI

    Un ritrovamento casuale e sanguinoso nell'angolo più sperduto del Texas. Un killer assetato di morte e fedele al lancio della monetina. Un cowboy costretto alla fuga e travolto dalle conseguenze di quel beffardo ritrovamento. Uno sceriffo rimasto solo con la propria coscienza e perennemente deluso dai tempi che corrono. Llewelyn Moss, Anton Chigurh e Tom Bell riflettono i diversi volti d'una società che, a partire da banali dinamiche umane, si vota all'autodistruzione più amara e raggelante. I fratelli Coen affrontano una vicenda con lucido realismo come ai tempi di Fargo, seppur questa storia sia tratta dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy (ambientato nel 1980) e risulti perfettamente attuale nella sua rappresentazione desolata e senza speranza, il tutto partendo da suggestive inquadrature sui paesaggi texani (che sembrano direttamente uscire dal prologo di 2001: Odissea Nello Spazio). Un moderno western guidato dall'asciutta regia di Joel & Ethan, priva del loro consueto tocco ironico ma con una guadagnata dose di cinica austerità. Suspence ai massimi livelli, soprattutto nella scena del duello a distanza tra Moss e l'invisibile nemico Chigurh dalla camera d'albergo alle deserte strade notturne, vicino al confine con il Messico. E dopo un percorso tanto crudo e privo di risoluzioni, la pellicola si chiude col tentativo d'affrontare il significato del sogno paterno fatto dallo sceriffo Bell. 
    Grande prova di tutti gli attori, anche se vale la pena almeno citare il bravissimo (e fino a quel momento sottoutilizzato) Josh Brolin, l'inquietante e grandioso Javier Bardem ed un impagabile Tommy Lee Jones. Sono già passati 6 mesi da quando ho assistito alla prima visione di Non E' Un Paese Per Vecchi al cinema, ma mai come adesso credo sia stata un'esperienza da ricordare per il resto della mia "attività" di cinefilo.
     
    Penso che quando non si dice più «grazie» e «per favore» la fine è vicina.
     
    locandina-no country for old man 
    October 20

    30 CANZONI ITALICHE

    ·       AFTERHOURS Voglio Una Pelle Splendida

    ·       AREA Le Labbra Del Tempo

    ·       BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Metamorfosi

    ·       FRANCO BATTIATO Bandiera Bianca

    ·       LUCIO BATTISTI Sognando E Risognando

    ·       EDOARDO BENNATO Venderò

    ·       BLUVERTIGO Vertigoblu

    ·       BUGO Con Il Cuore Nel Culo

    ·       VINICIO CAPOSSELA Signora Luna

    ·       CCCP Morire

    ·       CARMEN CONSOLI Parole Di Burro

    ·       PAOLO CONTE Alle Prese Con Una Verde Milonga

    ·       CSI Cupe Vampe

    ·       LUCIO DALLA Come E’ Profondo Il Mare

    ·       PINO DANIELE A Testa In Giù

    ·       FABRIZIO DE ANDRE’ Un Malato Di Cuore

    ·       FRANCESCO DE GREGORI Giorno Di Pioggia

    ·       DIAFRAMMA Memoria

    ·       CRISTINA DONA’ Goccia

    ·       GIORGIO GABER Lo Shampoo

    ·       RINO GAETANO Rosita

    ·       MAX GAZZE’ Non Era Previsto

    ·       BRUNO LAUZI Ritornerai

    ·       LITFIBA Pierrot E La Luna

    ·       MARLENE KUNTZ Trasudamerica

    ·       MASSIMO VOLUME Fuoco Fatuo

    ·       OFFLAGA DISCO PAX Kappler

    ·       PERTURBAZIONE Chiedo Alla Polvere

    ·       LUIGI TENCO Vedrai Vedrai

    ·       VERDENA Isacco Nucleare 

    October 09

    CASA DOLCE CASA

    Proprio vero che il 2008 musicale è l'anno dei grandi ritorni, specie se di qualità. Nell'ambito occupato dai sempreverdi del rock, David Byrne e Brian Eno si sono ritrovati insieme per dare un clamoroso contributo alla causa, ricorrendo ad autoproduzione e "facile" download nel solco della strategia avviata dai Radiohead. Era dal 1981 che due personalità così influenti e complementari, sempre in cerca d'esperienze nuove nel corso degli anni, non tornavano a confrontarsi con idee colte da sviluppare metodicamente. Infatti, ognuno continuò per la sua strada già all'indomani di My Life In The Bush Of Ghosts, disco epocale che senza rancore nè troppi rimpianti sancì il divorzio collaborativo tra Byrne e Eno. Ora, dopo oltre due decenni di consolidata carriera per il duo, Everything That Happens Will Happen Today suona come un familiare incontro dalla rigenerante semplicità. Non essendoci traccia d'esperimenti Ambient o voci trattate sulla falsariga del Bush Of Ghosts, gli 11 brani puntano all'utilizzo di una forma canzone dal ricercato appeal melodico. Per questo risulta più un album solista di Byrne che un progetto parallelo, ma a quanto sembra Eno deve aver contribuito in maniera decisiva sugli arrangiamenti. Home, il brano d'apertura, si rivela come radioso inno western da XXI secolo (Byrne non aveva forse parlato di electronic gospel?). Benchè indugino sulla stessa ispirazione, il Country al calar del sole di My big nurse e le corali armonie acustiche di One fine day risultano meglio definite. Everything That Happens rappresenta la voce d'una mistica fratellanza evocata attraverso imperiosi chorus, tanto che suonano come una benedizione dall'alto dei cieli: semplicemente meravigliosa. Da ricordare anche Life is long, magico Pop da cantare con il cuore in mano, e le incantevoli riflessioni della breve The river. Con I feel my stuff (marchiata dal velocissimo assolo d'un inhuman piano) e Poor boy, vengono alla luce i momenti di stravagante elaborazione esotica messa a punto da Byrne e Eno già in tempi non sospetti. Il Funk-Rock discotecaro di Strange overtones (ecco come dovrebbe essere la musica da ballo!), precede l'unico pezzo trascurabile del lotto, Wanted for life, che pare un brano minore dei Talking Heads era '85-'86. E per finire, la sublime pace dei sensi di The lighthouse, tanto inaspettata quanto preziosa per la completa riuscita di Everything That Happens Will Happen Today. Un album dalle atmosfere lucenti, gioiose, vitali e ammantate di sincera speranza, che ci riconsegna un David Byrne in forma davvero smagliante e un'inconfondibile vena creativa mai spentasi negli angoli del déjà-vu. Bentornati. 
     
    everythingthathappens